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SM 9,54
OggettodisegnoAutoriVenturoli, Angelo [Info autore]Altre attribuzioniBianconi, CarloTitolo[Porzione sinistra del prospetto principale della Villa Sardini a Pieve Santo Stefano]Datazione1775 (documentazione)Materia e tecnicacarta, grafite, penna e inchiostro, acquerellatura, acquerelloMisuremm 230 x 178CommittenteSardini, Giacomo marchese
Notizie storico-criticheDopo aver ricevuto una serie di disegni dal marchese Sardini, cui puntualmente Bianconi aveva risposto con critiche o suggerimenti (Dallaj 2005), finalmente l'architetto, in data 7 marzo 1775, spedì al committente il presente elaborato che costituisce la base per il progetto definitivo della facciata della villa a Pieve Santo Stefano (Archivio di Stato di Lucca, Archivio Sardini =AS, cart. 141, n. 82); i dettagli del frontone e della trabeazione del pronao e della cornice sommitale sono precisati, più in grande, in un disegno a parte (Milano, Collezione Sardini Martinelli inv. 9,78). L'edificio, scandito in orizzontale da fasce marcapiano risulta elevato su due livelli e con un piano parzialmente interrato; la sua struttura parallelepipeda è nobilitata da un pronao dorico ad un ordine con frontone triangolare. La scala non è racchiusa nel basamento come in una delineazione di Sardini assai prossima a questo disegno (Milano, Collezione Sardini Martinelli inv. 9,126). Le finestre del piano nobile presentano la cornice piana terminale coronata da un tettuccio a pagoda, mentre le aperture minori sono racchiuse in semplici cornici. Nella lettera di accompagnamento sono spiegate le soluzioni adottate: "le finestre de mezzani credo le piaceranno per la semplicità. Lo stipite che gira loro attorno è la sesta (...) La fascia sotto non farebbe male, così l'altra che gira attorno la casa a livello dell'architrave. Si potrebbe far girare il listello superiore dell'architrave". In più di un caso, Bianconi corregge di fatto le proposte precedentemente delineate dal committente (Milano, Collezione Sardini Martinelli inv. 9,78): le fasce orizzontali sono leggermente aggettanti e prive di modanature; la finestra dei sotterranei assume qui forma quadrangolare ma nell'edificazione si rinuncerà a tali aperture; viceversa è presente il tondino di coronamento dei gradini, tanto apprezzato da Sardini, ma il dettaglio sarà abbandonato da Bianconi nel disegno definitivo (AS, cart. 141, n. 86). Sulla base di quest'ultimo, non conservato, sarà edificata la villa, poi demolita intorno al 1930 (Sabatini 1993). Nella costruzione, per meglio adeguarsi alla tipologia della villa, il tono marziale delle colonne doriche sarà attenuato conferendo loro l'altezza di 14 braccia ed una proporzione più slanciata (Sabatini 1993).
Il disegno è stato attribuito all'architetto Angelo Venturoli, che su richiesta del Bianconi aveva eseguito tre tavole relative al "Casino Sardini" strettamente correlate a questo elaborato (Bertoncini Sabatini 2019).

BibliografiaA. Dallaj, E. Allodi, Il restauro e la conservazione dei tomi della Collezione di Giacomo Sardini noti come "Raccolta Martinelli", "Libri & Documenti", XXXI, 1/3, 2005, p. 42, fig. 11Bertoncini Sabatini P., L'Architettura. Le fabbriche, in Giacomo Sardini 1750-1811, a cura di Bertoncini Sabatini P., P. Betti, Lucca 2019, pp. 84-85 note 44-45, p. 86, p. 86 fig. 65
AcquisizioneLibreria Antiquaria Hoepli (acquisto, 1941)
CollocazioneComune di MilanoGabinetto dei Disegni
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Benedetta Gallizia di Vergano, Michele Stolfa
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