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SM 6,58 r.
OggettodisegnoAutoriMontano, Giovanni Battista [Info autore]Titolo[Pianta, sezione e prospetto parziali di tempio a croce greca con colombario]Datazione1583 post - 1621 ante (bibliografia)Materia e tecnicacarta, grafite, penna e inchiostro, pennello e inchiostro, acquerellaturaMisuremm 271 x 164
Notizie storico-criticheNell'"Indice de due Tomi d'Intagli Tempietti ed altro", relativo ai tomi V e VI e compilato dal collezionista Giacomo Sardini, il disegno viene iscritto nel paragrafo "Tempietti" con la definizione "140 a croce greca con sepolcri".
Il disegno, attribuito a Giovanni Battista Montano da V. Pracchi su segnalazione di A. Bedon (Pracchi, 1991 p. 19), cui rimanda L. Fairbairn (Fairbairn, 1998 vol. II, n. 1231 p. 696 e Appendix 8, p. 771), rappresenta un edificio in pianta e in alzato, in cui sono mostrati insieme metà sezione e metà prospetto.
L'edificio è a croce greca, elevato su un podio gradinato, con quattro bracci a pianta quadrata innestati a un nucleo centrale pure a pianta quadrata e i cui angoli di intersezione esterni presentano ringrossi convessi di raccordo. Il nucleo centrale, che racchiude una sala ottagonale irregolare scandita ai lati da colonne, è collegato tramite angusti passaggi ai quattro ambienti a pianta quadrata che lo circondano. L'atrio anteriore ha gli angoli superiori arrotondati, evidenziati da colonne laterali riproposte sulla parete vicina all'ingresso. I due ambienti laterali hanno invece nicchie rettangolari al centro delle pareti che, come si nota nella sezione superiore, sono occupate da una statua e circondate da un'edicola dal frontone curvilineo. Ai lati sono piccole nicchie (colombari) allineate una sopra l'altra fino al limite dell'imposta della volta interna. L'ambiente di fondo presenta infine le sole nicchie rettangolari centrali con statua interne ad edicole di dimensioni maggiori con frontone triangolare. I bracci sono coperti da tetti a falde con frontone triangolare frontale. Il braccio d'ingresso è scandito sul fronte da quattro colonne composite addossate a pilastri sporgenti e su alto basamento sagomato. Gli altri bracci sono invece articolati sul fronte da quattro pilastri sporgenti con capitello composito, appoggiati sulla cornice aggettante che individua il basamento, che si riducono a due sul fronte del braccio retrostante. All'interno degli angoli di incrocio ingrossati tra i bracci laterali e quello di fondo, sono inserite due scale a lumaca il cui sviluppo si intravede nella parte superiore della sezione, all'interno del corpo che sovrasta l'ambiente centrale. Quest'ultimo, che presenta in facciata una serie di frontoni triangolari intersecantisi su vari piani, è sormontato al centro da un tiburio sagomato nella parte superiore e terminante con una cupoletta su cui si erge una statua su piedistallo.
Il disegno in esame è in stretta analogia con quello conservato nel Codice di Parigi (MS Hb, 22 - 4, f. 11 consultato nel microfilm F 9313), e simile a un altro conservato presso il Soane's Museum di Londra (Fairbairn, 1998 vol. II, p. 697 n. 1231), che costituisce probabilmente una variante, presentando alcune modifiche nella conformazione delle murature in pianta e della cupoletta terminale e la presenza di statue sui frontoni dei bracci laterali.
L'edificio è identificato da L. Fairbairn, supportata da diverse fonti, con la villa di Varro o Varrone a Cassino (già San Germano). La presenza di nicchie a colombario tuttavia, secondo L. Fairbairn, suggerisce che costituisca una ricostruzione alternativa, basata sulla villa di Varro, per il colombario dei Liberti di Augusto o Livia.
I bagni della villa, che ancora esistono nella zona termale vicino a Cassino, hanno una stanza ottagonale che fu spesso disegnata dagli architetti dal Rinascimento. Essa era generalmente conosciuta come lo studio di Marco Varro, che descrisse la sua villa a Cassino nel De Rustica (libro III, cap. 5, p. 9-13) (Cfr. L. Fairbairn, 1998 vol. II Appendix 5, cat. 1231, p. 756).
L. Fairbairn segnala diversi disegni dello stesso soggetto attribuiti ad architetti di epoca rinascimentale (Ibidem, cat. 1231, p. 765).
Questo edificio è stato rappresentato da: Francesco di Giorgio Martini (Firenze, Uffizi 327Av e 322A), Giuliano da Sangallo (Roma, BAV, Codice Barberini, fol. 8r, pubblicato da Huelsen 1910, p.15), dalla Cerchia di Domenico Ghirlandaio (Escorial, Codice Escurialensis, fol. 72 - copia da G. da Sangallo), da Antonio da Sangallo il Vecchio (Firenze, Uffizi, 2045 Ar), da Bernardo della Volpaia (Londra, SJSM, Codice Corner, n. 19, pubblicato da Ashby, 1904, pp. 19-20, cat. 19), da Raffaello da Montelupo (Lille MW, Pluchart cat 837), da Sallustio Peruzzi (Firenze, Uffizi, 644 Ar, pubblicato da Bartoli, 1914-22, IV, tav. CCLXXXI, fig. 666), da Baldassarre Peruzzi (Firenze, Uffizi 428 Av, pubblicato da Bartoli, 1914-22, II, tav. CXXI, fig. 239; ibidem, 1311A) e Giorgio Vasari il Giovane (Firenze, Uffizi 4850 A - copia da G. da Sangallo). Montano potrebbe aver ripreso l'edificio, pubblicato poi da Giovanni Battista Soria "specchiato" e con varianti significative in "Tempietti diversi" del 1624, da una di queste rappresentazioni. L'incisione è pubblicata e descritta da G. Zander (Zander, 1962 pp. 12-15, fig. 75).

BibliografiaA. Bedon, Architettura e archeologia nella Roma del Cinquecento: Giovan Battista Montano, "Arte lombarda", LXV, Cesano Maderno 1983, p. 118, fig. 11 Scheda descrittiva completa in [SBN_Nazionale]V. Pracchi, La Raccolta Martinelli al Castello Sforzesco di Milano (seconda parte), "Il Disegno di Architettura", n. 4, 1991, pp. 20, 19 n. 58, fig. Scheda descrittiva completa in [SBN_Nazionale]L. Fairbairn, Italian Renaissance Drawings from the collection of Sir John Soane's Museum, London 1998, v. II-2 p. 696 n. 1231, Append. 8 p. 771 Scheda descrittiva completa in [SBN_Nazionale]A. Dallaj, L'architettura "antica" di Montano nei metodi degli editori Giovanni Battista Soria e Bartolomeo de Rossi e qualche nota per Jérôme, in "Invenit et delineavit". La stampa di traduzione tra Italia e Francia dal XVI al XIX secolo, a cura di F. Mariano, V. Meyer, Roma 2017, p. 89 nota 75 Scheda descrittiva completa in [SBN_Nazionale]
AcquisizioneLibreria Antiquaria Hoepli (acquisto, 1941)
CollocazioneComune di MilanoGabinetto dei Disegni
AvvertenzePer richiedere immagini digitali relative al patrimonio del Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco è possibile inviare una richiesta a: c.gabinettodisegni@comune.milano.it richiedendo l'apposito modulo da compilare.
Nella richiesta dovrà essere precisato se tali immagini necessitano a scopo di studio oppure siano destinate alla pubblicazione. In caso di pubblicazione le immagini potrebbero essere soggette al pagamento dei diritti di riproduzione secondo quanto stabilito dalla Deliberazione di G.C. n. 3175/2002.
Alcune opere potrebbero essere inoltre tutelate dal diritto d'autore (legge 22 aprile 1941, n. 633 e integrazioni). L'utilizzo di immagini riproducenti opere di artisti viventi o morti da meno di 70 anni, quindi non ancora di Pubblico Dominio, esige l'autorizzazione dell'avente diritto o della SIAE, sezione OLAF, se quest'ultima lo rappresenta.
Ideazione concept Graficheincomune:
Benedetta Gallizia di Vergano, Michele Stolfa
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Realizzazione informatica:
TAI S.a.s. di Marino Delfino e Paolo Ongaro