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Agg. 996
Oggetto
disegno
Autore
Ferrari, Arturo
[Info autore]
Titolo
[Alla "Rotonda"]
Datazione
1924 (?) - 1932 (contesto)
Materia e tecnica
carta, grafite
Misure
mm 120 x 166
Notizie storico-critiche
L'artista ha definito il disegno "Alla Rotonda" nella pagina manoscritta che accompagna l'ultimo dei diciotto fascicoli della raccolta denominata "Vecchia Milano". L'attuale denominazione del luogo è Rotonda della Besana, in origine fu definito "Foppone dell'Ospedale" poichè venne eretto nel 1698, su disegno dell'architetto Attilio Arrigoni, con l'idea di adibirlo a cimitero dell'Ospedale Maggiore. Nello stesso anno circa venne costruito il ponte sul Naviglio dell'Ospedale per agevolare le comunicazioni con il nuovo camposanto. Prima le spoglie venivano inumate in sepolcri aperti lungo il Naviglio, poi, per le proteste degli abitanti della zona, si decise di edificare nuovi sepolcri in un luogo più appartato e si iniziarono i lavori per il porticato a pianta curvilinea. Già nel 1706 il nuovo cimitero risultò insufficiente per il notovele ampliamento del nosocomio e inadatto per la presenza di numerose sorgenti nel terreno. Quindi tra il 1713 e il 1725, all'interno dell'ampio porticato plurilobato, fu ampliata la chiesa di S. Michele ai Nuovi Sepolcri, su progetto dell'ingegnere Carlo Francesco Raffagno, con pianta a croce greca e cupola ottagona al centro. Nel 1792, a seguito del decreto che proibiva l'inumazione nella cinta cittadina, il cimitero venne chiuso e la rotonda adibita a magazzino e lavanderia, finché nel 1809 il viceré d'Italia Eugenio di Beauharnais incaricò il Cagnola di trasformarla in Pantheon, destinato ad accogliere le sepolture degli uomini più illustri della città, progetto che non fu però mai attuato. Ceduto poi al Comune di Milano, il complesso fu restaurato nel 1956 e attualmente è adibito a sede di manifestazioni culturali.
La vedova di Ferrari, proponendo i disegni all'attenzione del Comune di Milano, riconduceva la loro realizzazione agli ultimi anni di vita del marito. Una delle opere reca la data 1926; inoltre presso il Museo di Milano si conserva un'altra serie di 16 analoghe vedute a matita di Ferrari, datate dal 1924 al 1931. Pertanto si ritiene che la serie del Civico Gabinetto dei Disegni sia stata eseguita nell'arco cronologico dal 1924 al 1932.
In quell'epoca Milano stava conoscendo notevoli trasformazioni urbanistiche e il pittore, per contrastare la perdita di memoria provocata dalle demolizioni, decise di fissare nei suoi disegni gli angoli e gli scorci destinati a un radicale cambiamento.
Acquisizione
Ponti, Teresa (acquisto, 1945)
Collocazione
Comune di Milano
Gabinetto dei Disegni
Avvertenze
Per richiedere immagini digitali relative al patrimonio del Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco è possibile inviare una richiesta a:
c.gabinettodisegni@comune.milano.it
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Nella richiesta dovrà essere precisato se tali immagini necessitano a scopo di studio oppure siano destinate alla pubblicazione. In caso di pubblicazione le immagini potrebbero essere soggette al pagamento dei diritti di riproduzione secondo quanto stabilito dalla Deliberazione di G.C. n. 3175/2002.
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Istituti del Comune di Milano che partecipano al
progetto
Graficheincomune
Raccolta delle Stampe "Achille Bertarelli"
[LombardiaBeniCulturali - SIRBeC]
[SBN Polo Regionale Lombardia]
Gabinetto dei Disegni
[LombardiaBeniCulturali - SIRBeC]
Archivio Storico Civico e Biblioteca Trivulziana
[ManusOnLine]
[C.E.R.L. Incunabula]
Biblioteca d'Arte
[SBN Polo Regionale Lombardia]
CASVA
[LombardiaBeniCulturali - Archivi storici]
Civiche Raccolte Storiche
[LombardiaBeniCulturali - SIRBeC]
in collaborazione con
Biblioteca Sormani
[DigitaMi]
[ManusOnLine]
Ideazione concept Graficheincomune:
Benedetta Gallizia di Vergano, Michele Stolfa
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Realizzazione informatica:
TAI S.a.s. di Marino Delfino e Paolo Ongaro