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Agg. 985
OggettodisegnoAutoreFerrari, Arturo [Info autore]Titolo[Naviglio Grande]Datazione1924 (?) - 1932 (contesto)Materia e tecnicacarta, grafiteMisuremm 120 x 165
Notizie storico-criticheL'artista ha definito il disegno "Naviglio Grande" nella pagina manoscritta che accompagna il diciassettesimo dei diciotto fascicoli della raccolta denominata "Vecchia Milano". Dai riscontri in loco si ipotizza che l'attuale ubicazione degli edifici scorciati dal Ferrari corrisponda all'Alzaia del Naviglio Grande approssimativamente al numero civico 66 e che il ponte visibile in lontananza sia quello che conduce all'imbocco dell'attuale via Casale. Ulteriori vedute che inquadrano il medesimo luogo sono contrassegnate da numeri di inventario 898, 916 e 939.
In origine il Naviglio Grande, il più esteso canale milanese, era chiamato "Tesinello" poiché riceveva le acque del Ticino nei pressi di Tornavento, e, dopo un percorso di cinquanta chilometri, confluiva in città nella Darsena di Porta Ticinese. Fu scavato alle origini, negli anni tra il 1179 e il 1209, come canale d'irrigazione e in funzione di difesa della città dalle truppe del Barbarossa. Nel 1267 fu chiamato Grande quando la sua sezione fu allargata per renderlo navigabile, assumendo la funzione di importante via commerciale. Tutto il marmo usato per la costruzione del Duomo, dalle cave dell'Ossola, scendendo lungo il fiume Toce, il Lago Maggiore, il Ticino ed il Naviglio Grande, arrivava in città fino al Laghetto di Santo Stefano, vicinissimo al cantiere. La rete fluviale venne completata in seguito con lo scavo di altri canali navigabili, come l'attuale Naviglio Pavese che collega Milano con Pavia; il suo impiego è assai più tardo, in quanto fu definitivamente inaugurato solo nel 1819.
I Navigli costituivano la fossa interna che assurgeva al compito di arteria urbana per il traffico natante e cingeva la parte più cospicua della città. Attualmente il termine "Navigli", a Milano, identifica i due tratti scoperti del Naviglio Grande (fra le odierne Ripa di Porta Ticinese e l'Alzaia Naviglio Grande, in direzione di via Lodovico il Moro per Buccinasco e Corsico) e del Naviglio Pavese (fra via Ascanio Sforza e l'Alzaia Naviglio Pavese lungo via Chiesa Rossa per raggiungere Rozzano e collegarsi alla Strada dei Giovi) che si insinuano in città fino all'altezza di piazza XXIV Maggio e in senso più generale l'area compresa fra i due Navigli.
La vedova di Ferrari, proponendo i disegni all'attenzione del Comune di Milano, riconduceva la loro realizzazione agli ultimi anni di vita del marito. Una delle opere reca la data 1926; inoltre presso il Museo di Milano si conserva un'altra serie di 16 analoghe vedute a matita di Ferrari, datate dal 1924 al 1931. Pertanto si ritiene che la serie del Civico Gabinetto dei Disegni sia stata eseguita nell'arco cronologico dal 1924 al 1932.
In quell'epoca Milano stava conoscendo notevoli trasformazioni urbanistiche e il pittore, per contrastare la perdita di memoria provocata dalle demolizioni, decise di fissare nei suoi disegni gli angoli e gli scorci destinati a un radicale cambiamento.

AcquisizionePonti, Teresa (acquisto, 1945)
CollocazioneComune di MilanoGabinetto dei Disegni
AvvertenzePer richiedere immagini digitali relative al patrimonio del Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco è possibile inviare una richiesta a: c.gabinettodisegni@comune.milano.it richiedendo l'apposito modulo da compilare.
Nella richiesta dovrà essere precisato se tali immagini necessitano a scopo di studio oppure siano destinate alla pubblicazione. In caso di pubblicazione le immagini potrebbero essere soggette al pagamento dei diritti di riproduzione secondo quanto stabilito dalla Deliberazione di G.C. n. 3175/2002.
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Ideazione concept Graficheincomune:
Benedetta Gallizia di Vergano, Michele Stolfa
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Realizzazione informatica:
TAI S.a.s. di Marino Delfino e Paolo Ongaro