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Agg. 974
Oggetto
disegno
Autore
Ferrari, Arturo
[Info autore]
Titolo
[Gentilino]
Datazione
1924 (?) - 1932 (contesto)
Materia e tecnica
carta, grafite
Misure
mm 165 x 120
Notizie storico-critiche
L'artista ha definito il disegno "Gentilino" nella pagina manoscritta che accompagna il sedicesimo dei diciotto fascicoli della raccolta denominata "Vecchia Milano". Il Gentilino era un cimitero locale, fuori dalle mura spagnole, fra Porta Ludovica e Porta Ticinese; il vecchio foppone intitolato a san Rocco era tristemente famoso per essere stato allestito in grande fretta durante la pestilenza del 1576.
Nel 1787 venne aperto un nuovo cimitero, con l'obiettivo d'espansione e riqualificazione del vicino e antico cimitero di San Rocco al Gentilino. La nuova struttura di forma rettangolare era identificabile nel quadrilatero oggi compreso tra le vie Tantardini, Tabacchi, Balilla, Baravalle.
Venne aperto in fretta e con pochissimo dispendio di denaro, tanto che a lavori ultimati il nuovo cimitero appariva tremendamente squallido e privo di qualsivoglia elemento artistico o decorativo. La scarsa qualità dei materiali edili e i lavori in economia costrinsero peraltro la municipalità ad intervenire più volte con lavori di straordinaria manutenzione. Solo nel 1820 iniziarono ad essere elevate alcune cappelle per sepolture di famiglia e ordini religiosi, che col tempo divennero sedici. La chiesetta annessa venne abbellita nel 1830, e successivamente si tracciarono alcuni vialetti interni. Dopo il 1867 iniziarono, chiusure a singhiozzo, anche a causa delle lamentele avanzate dagli abitanti delle case, sempre più vicine e costruite senza il mantenimento delle aree di rispetto contigue.
Alcune interruzioni temporanee furono dovute alle epidemie di colera, e a quella vaiolosa del 1888-1889. Venne definitivamente soppresso il 22 ottobre 1895, e subito iniziò lo svuotamento delle fosse, con trasporto dei cadaveri presso il nuovo cimitero di Musocco.
La chiesa di san Rocco al Gentilino è attualmente ubicata in piazza Tito Lucrezio Caro, ma risulta ricostruita in chiave moderna rispetto all'edificio raffigurato dal Ferrari.
A Milano esistevano numerosi oratori, spesso posti vicino alle porte cittadine, e un'altra chiesa cimiteriale (San Rocco a Porta Romana, inv. 831) dedicati a San Rocco, protettore dalle epidemie e dalla peste.
La vedova di Ferrari, proponendo i disegni all'attenzione del Comune di Milano, riconduceva la loro realizzazione agli ultimi anni di vita del marito. Una delle opere reca la data 1926; inoltre presso il Museo di Milano si conserva un'altra serie di 16 analoghe vedute a matita di Ferrari, datate dal 1924 al 1931. Pertanto si ritiene che la serie del Civico Gabinetto dei Disegni sia stata eseguita nell'arco cronologico dal 1924 al 1932.
In quell'epoca Milano stava conoscendo notevoli trasformazioni urbanistiche e il pittore, per contrastare la perdita di memoria provocata dalle demolizioni, decise di fissare nei suoi disegni gli angoli e gli scorci destinati a un radicale cambiamento.
Acquisizione
Ponti, Teresa (acquisto, 1945)
Collocazione
Comune di Milano
Gabinetto dei Disegni
Avvertenze
Per richiedere immagini digitali relative al patrimonio del Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco è possibile inviare una richiesta a:
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Istituti del Comune di Milano che partecipano al
progetto
Graficheincomune
Raccolta delle Stampe "Achille Bertarelli"
[LombardiaBeniCulturali - SIRBeC]
[SBN Polo Regionale Lombardia]
Gabinetto dei Disegni
[LombardiaBeniCulturali - SIRBeC]
Archivio Storico Civico e Biblioteca Trivulziana
[ManusOnLine]
[C.E.R.L. Incunabula]
Biblioteca d'Arte
[SBN Polo Regionale Lombardia]
CASVA
[LombardiaBeniCulturali - Archivi storici]
Civiche Raccolte Storiche
[LombardiaBeniCulturali - SIRBeC]
in collaborazione con
Biblioteca Sormani
[DigitaMi]
[ManusOnLine]
Ideazione concept Graficheincomune:
Benedetta Gallizia di Vergano, Michele Stolfa
-
Realizzazione informatica:
TAI S.a.s. di Marino Delfino e Paolo Ongaro