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Agg. 930
OggettodisegnoAutoreFerrari, Arturo [Info autore]Titolo[Via Laghetto]Datazione1924 (?) - 1932 (contesto)Materia e tecnicacarta, grafiteMisuremm 120 x 166
Notizie storico-criticheL'artista ha definito il disegno "Via Laghetto" nella pagina manoscritta che accompagna il dodicesimo dei diciotto fascicoli della raccolta denominata "Vecchia Milano". L'attuale denominazione del luogo è via Laghetto. Il Laghetto, che fungeva da collegamento tra la contrada dell'Ospedale e via Francesco Sforza, venne aperto nel 1388 per concessione di Gian Galeazzo Visconti, a spese della Fabbrica del Duomo. Era infatti il luogo dove in origine le acque della fossa interna si raccoglievano a formare una piccola darsena, allo scopo di agevolare l'attracco dei barconi e lo scarico dei blocchi provenienti dalle cave di Candoglia, destinati alla Fabbrica del Duomo, oltre al materiale per la fabbrica dell'Ospedale: granito, marmo rosso di Baveno. Vi scaricavano anche le barche provenienti dal Lago Maggiore con carichi di carbone; gli uomini addetti a tale lavoro abitavano nelle case limitrofe una delle quali detta "ca' dei tencitt" poichè mostravano spesso gli abiti e i volti anneriti dalla polvere. La navigazione nella cerchia interna era resa complicata dai dislivelli tra la Darsena e il Laghetto, il problema fu risolto col geniale meccanismo di chiuse, installato nel 1439 dagli ingegneri idraulici Fioravante da Bologna e Filippo da Modena detto degli Organi, che intervennero anche nel superare la differenza di livello delle acque di quasi due metri tra il Ticino e il Naviglio di Gaggiano. La zona appare oggi del tutto diversa e le principali trasformazioni risalgono al 1857 quando il Laghetto venne interrato per ordine dell'imperatore d'Austria Francesco Giuseppe, per motivi di igiene pubblica, poiché le esalazioni dell'acqua e le zanzare molestavano i malati del vicino Ospedale Maggiore.
Nella veduta viene inquadrato anche il campanile della basilica di Santo Stefano Maggiore.
La vedova di Ferrari, proponendo i disegni all'attenzione del Comune di Milano, riconduceva la loro realizzazione agli ultimi anni di vita del marito. Una delle opere reca la data 1926; inoltre presso il Museo di Milano si conserva un'altra serie di 16 analoghe vedute a matita di Ferrari, datate dal 1924 al 1931. Pertanto si ritiene che la serie del Civico Gabinetto dei Disegni sia stata eseguita nell'arco cronologico dal 1924 al 1932.
In quell'epoca Milano stava conoscendo notevoli trasformazioni urbanistiche e il pittore, per contrastare la perdita di memoria provocata dalle demolizioni, decise di fissare nei suoi disegni gli angoli e gli scorci destinati a un radicale cambiamento.

AcquisizionePonti, Teresa (acquisto, 1945)
CollocazioneComune di MilanoGabinetto dei Disegni
AvvertenzePer richiedere immagini digitali relative al patrimonio del Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco è possibile inviare una richiesta a: c.gabinettodisegni@comune.milano.it richiedendo l'apposito modulo da compilare.
Nella richiesta dovrà essere precisato se tali immagini necessitano a scopo di studio oppure siano destinate alla pubblicazione. In caso di pubblicazione le immagini potrebbero essere soggette al pagamento dei diritti di riproduzione secondo quanto stabilito dalla Deliberazione di G.C. n. 3175/2002.
Alcune opere potrebbero essere inoltre tutelate dal diritto d'autore (legge 22 aprile 1941, n. 633 e integrazioni). L'utilizzo di immagini riproducenti opere di artisti viventi o morti da meno di 70 anni, quindi non ancora di Pubblico Dominio, esige l'autorizzazione dell'avente diritto o della SIAE, sezione OLAF, se quest'ultima lo rappresenta.
Ideazione concept Graficheincomune:
Benedetta Gallizia di Vergano, Michele Stolfa
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Realizzazione informatica:
TAI S.a.s. di Marino Delfino e Paolo Ongaro