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Agg. 878
OggettodisegnoAutoreFerrari, Arturo [Info autore]Titolo[Portale S. Pietro dei Pellegrini]Datazione1924 (?) - 1932 (contesto)Materia e tecnicacarta, grafiteMisuremm 168 x 123
Notizie storico-criticheL'artista ha definito il disegno "Portale S. Pietro dei Pellegrini" nella pagina manoscritta che accompagna il sesto dei diciotto fascicoli della raccolta denominata "Vecchia Milano". L'odierna ubicazione della chiesa è corso di Porta Romana 118, in prossimità di via dei Pellegrini; sconsacrata alla fine dello scorso secolo, risulta attualmente fagocitata da moderne costruzioni e addirittura addossata ad un garage.
La chiesa di San Pietro dei Pellegrini venne fondata nel 1344 dal sacerdote Ambrogio Varese, come cappella dell'ospizio omonimo che all'epoca della costruzione si trovava fuori dalle mura di Milano e accoglieva per due giorni i pellegrini di passaggio in viaggio sulla via Emilia. I devoti visitatori di santuari, in transito per Milano verso Roma, erano alloggiati e mantenuti per due giorni nell'ospizio, se malati, passavano all'annessa infermeria. L'ospizio funzionò fino al 1770 quando fu soppresso da Maria Teresa e donato all'Orfanotrofio maschile di San Martino. Il Piermarini, incaricato del progetto del nuovo orfanotrofio, trovò il luogo non idoneo e preferì stabilire il cantiere presso il convento di san Pietro in Gessate, a sua volta ceduto agli orfani; la chiesetta di san Pietro si salvò così dalla demolizione. La semplice facciata a capanna presenta un grande portale originario di cotto sormontato da un rosone murato; l'interno è a un'unica navata a metà della quale si aprono due cappelle laterali. Agli inizi del XIX secolo, soppresso l'ospizio, la chiesa entrò a far parte della parrocchia di San Calimero.
La vedova di Ferrari, proponendo i disegni all'attenzione del Comune di Milano, riconduceva la loro realizzazione agli ultimi anni di vita del marito. Una delle opere reca la data 1926; inoltre presso il Museo di Milano si conserva un'altra serie di 16 analoghe vedute a matita di Ferrari, datate dal 1924 al 1931. Pertanto si ritiene che la serie del Civico Gabinetto dei Disegni sia stata eseguita nell'arco cronologico dal 1924 al 1932.
In quell'epoca Milano stava conoscendo notevoli trasformazioni urbanistiche e il pittore, per contrastare la perdita di memoria provocata dalle demolizioni, decise di fissare nei suoi disegni gli angoli e gli scorci destinati a un radicale cambiamento.

AcquisizionePonti, Teresa (acquisto, 1945)
CollocazioneComune di MilanoGabinetto dei Disegni
AvvertenzePer richiedere immagini digitali relative al patrimonio del Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco è possibile inviare una richiesta a: c.gabinettodisegni@comune.milano.it richiedendo l'apposito modulo da compilare.
Nella richiesta dovrà essere precisato se tali immagini necessitano a scopo di studio oppure siano destinate alla pubblicazione. In caso di pubblicazione le immagini potrebbero essere soggette al pagamento dei diritti di riproduzione secondo quanto stabilito dalla Deliberazione di G.C. n. 3175/2002.
Alcune opere potrebbero essere inoltre tutelate dal diritto d'autore (legge 22 aprile 1941, n. 633 e integrazioni). L'utilizzo di immagini riproducenti opere di artisti viventi o morti da meno di 70 anni, quindi non ancora di Pubblico Dominio, esige l'autorizzazione dell'avente diritto o della SIAE, sezione OLAF, se quest'ultima lo rappresenta.
Ideazione concept Graficheincomune:
Benedetta Gallizia di Vergano, Michele Stolfa
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Realizzazione informatica:
TAI S.a.s. di Marino Delfino e Paolo Ongaro