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Agg. 861
Oggetto
disegno
Autore
Ferrari, Arturo
[Info autore]
Titolo
[Fuori P. Ticinese]
Datazione
1924 (?) - 1932 (contesto)
Materia e tecnica
carta, grafite
Misure
mm 165 x 123
Notizie storico-critiche
L'artista ha definito il disegno "Fuori P. Ticinese" nella pagina manoscritta che accompagna il quinto dei diciotto fascicoli della raccolta denominata "Vecchia Milano". La Ripa trae nome dalla località verso cui era diretta, in questo caso Pavia, l'antica "Ticinum"; costeggiava il Naviglio grande, fungendo da passaggio per i cittadini, e si contrapponeva all'opposta riva detta "Alzaia", su cui transitavano i cavalli trainanti i barconi. In origine il Naviglio Grande, il più esteso canale milanese, era chiamato "Tesinello" poiché riceveva le acque del Ticino nei pressi di Tornavento, e, dopo un percorso di cinquanta chilometri, confluiva in città nella Darsena di Porta Ticinese. Fu scavato alle origini, negli anni tra il 1179 e il 1209, come canale d'irrigazione e in funzione di difesa della città dalle truppe del Barbarossa. Nel 1267 fu chiamato Grande quando la sua sezione fu allargata per renderlo navigabile, assumendo la funzione di importante via commerciale. Tutto il marmo usato per la costruzione del Duomo, dalle cave dell'Ossola, scendendo lungo il fiume Toce, il Lago Maggiore, il Ticino ed il Naviglio Grande, arrivava in città fino al Laghetto di Santo Stefano, vicinissimo al cantiere. La rete fluviale venne completata in seguito con lo scavo di altri canali navigabili, come l'attuale Naviglio Pavese che collega Milano con Pavia e che fu definitivamente inaugurato solo nel 1819. Fuori dal centro cittadino i Navigli assunsero anche una fondamentale funzione economico-agricola, in quanto l'acqua costituiva indispensabile sussidio alla coltivazione delle fertilissime risaie e delle marcite.
La vedova di Ferrari, proponendo i disegni all'attenzione del Comune di Milano, riconduceva la loro realizzazione agli ultimi anni di vita del marito. Una delle opere reca la data 1926; inoltre presso il Museo di Milano si conserva un'altra serie di 16 analoghe vedute a matita di Ferrari, datate dal 1924 al 1931. Pertanto si ritiene che la serie del Civico Gabinetto dei Disegni sia stata eseguita nell'arco cronologico dal 1924 al 1932.
In quell'epoca Milano stava conoscendo notevoli trasformazioni urbanistiche e il pittore, per contrastare la perdita di memoria provocata dalle demolizioni, decise di fissare nei suoi disegni gli angoli e gli scorci destinati a un radicale cambiamento.
Acquisizione
Ponti, Teresa (acquisto, 1945)
Collocazione
Comune di Milano
Gabinetto dei Disegni
Avvertenze
Per richiedere immagini digitali relative al patrimonio del Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco è possibile inviare una richiesta a:
c.gabinettodisegni@comune.milano.it
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Istituti del Comune di Milano che partecipano al
progetto
Graficheincomune
Raccolta delle Stampe "Achille Bertarelli"
[LombardiaBeniCulturali - SIRBeC]
[SBN Polo Regionale Lombardia]
Gabinetto dei Disegni
[LombardiaBeniCulturali - SIRBeC]
Archivio Storico Civico e Biblioteca Trivulziana
[ManusOnLine]
[C.E.R.L. Incunabula]
Biblioteca d'Arte
[SBN Polo Regionale Lombardia]
CASVA
[LombardiaBeniCulturali - Archivi storici]
Civiche Raccolte Storiche
[LombardiaBeniCulturali - SIRBeC]
in collaborazione con
Biblioteca Sormani
[DigitaMi]
[ManusOnLine]
Ideazione concept Graficheincomune:
Benedetta Gallizia di Vergano, Michele Stolfa
-
Realizzazione informatica:
TAI S.a.s. di Marino Delfino e Paolo Ongaro