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Agg. 855
OggettodisegnoAutoreFerrari, Arturo [Info autore]Titolo[Naviglio a P. Ticinese]Datazione1924 (?) - 1932 (contesto)Materia e tecnicacarta, grafiteMisuremm 121 x 166
Notizie storico-criticheL'artista ha definito il disegno "Naviglio a P. Ticinese" nella pagina manoscritta che accompagna il quarto dei diciotto fascicoli della raccolta denominata "Vecchia Milano". A proposito del foglio in esame si segnala, per l'affinità del taglio compositivo, un'analoga veduta a matita eseguita dallo stesso Ferrari, attualmente conservata presso il Museo di Milano, intitolata "Al ponte di porta Ticinese" e che reca la datazione "1924" (inv. 88); pertanto è ipotizzabile, considerata l'estrema affinità di soggetto delle due vedute, che il disegno in esame sia stato eseguito attorno a tale data. Il disegno raffigura quella che un tempo veniva definita "sostra", termine dialettale derivante dal latino "sosta", che indicava deposito di legname e pietre lungo la fossa interna del Naviglio; l'utilizzo di questi magazzini risaliva alla navigazione dei barconi che portavano dal Lago Maggiore e dall'Adda svariati materiali attraverso il Naviglio della Martesana. Dai riscontri in loco si ipotizza che l'attuale ubicazione degli edifici scorciati dal Ferrari corrisponda a via Molino delle Armi, per la vicinanza delle case all'acqua del Naviglio della fossa interna; si tratta soltanto di supposizioni poichè la zona appare oggi del tutto diversa e le principali trasformazioni risalgono alla seconda metà del XIX secolo, quando, in seguito all'introduzione dei tram, si iniziò a progettare la copertura dei tratti cittadini dei Navigli. Nel 1891 il primo segmento della fossa interna ad essere sacrificato fu quello occidentale, il cosiddetto Naviglio di San Gerolamo; a partire dal 1929 i lavori di copertura ripresero con sistematicità ininterrotta fino al 1930/1931. Attualmente il termine "Navigli", a Milano, identifica i due tratti scoperti del Naviglio Grande (fra le odierne Ripa di Porta Ticinese e l'Alzaia Naviglio Grande, in direzione di via Lodovico il Moro per Buccinasco e Corsico) e del Naviglio Pavese (fra via Ascanio Sforza e l'Alzaia Naviglio Pavese lungo via Chiesa Rossa per raggiungere Rozzano e collegarsi alla Strada dei Giovi) che si insinuano in città fino all'altezza di piazza XXIV Maggio e in senso più generale l'area compresa fra i due Navigli.
Il pittore, per contrastare la perdita di memoria provocata dalle trasformazioni urbanistiche in atto a Milano, decise di fissare nei suoi disegni gli angoli e gli scorci destinati a un radicale cambiamento.

AcquisizionePonti, Teresa (acquisto, 1945)
CollocazioneComune di MilanoGabinetto dei Disegni
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Ideazione concept Graficheincomune:
Benedetta Gallizia di Vergano, Michele Stolfa
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Realizzazione informatica:
TAI S.a.s. di Marino Delfino e Paolo Ongaro