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Agg. 836
OggettodisegnoAutoreFerrari, Arturo [Info autore]Titolo[In P. Magenta]Datazione1924 (?) - 1932 (contesto)Materia e tecnicacarta, grafiteMisuremm 168 x 123
Notizie storico-criticheL'artista ha definito il disegno "In P. Magenta" nella pagina manoscritta che accompagna il secondo dei diciotto fascicoli della raccolta denominata "Vecchia Milano". L'originaria ubicazione del palazzo era corso Magenta 64, ma attualmente risulta sostituito da una costruzione moderna. Questa importante via, un tempo costituita dal Borgo delle Grazie e dal corso di Porta Vercellina, venne riunita sotto l'unica denominazione di corso Magenta nel 1860, in ricordo della battaglia vinta dai franco-piemontesi sugli austriaci il 4 giugno 1859. Porta Magenta, in origine denominata Porta Vercellina, era invece difesa da un'antica torre con fortificazioni poste al ponte di San Vittore, tradizionalmente chiamata "Torre di Ansperto" poiché ritenuta opera dell'arcivescovo Ansperto nel IX secolo. Originariamente la porta veniva definita "Novarium" o "ad Novariam " perché conduceva a Novara, poi fu detta Vercellina perché posta all'inizio della Strada per la città di Vercelli, città fondata dai Celti. La costruzione dei Bastioni portò alla demolizione di questa vecchia porta e alla costruzione di una nuova in angolo fra via Toti e corso Vercelli. Nel 1805, Porta Vercellina fu ricostruita su disegno di Luigi Canonica, sull'area di piazzale Baracca, per accogliere Napoleone I, che si fece incoronare re nel Duomo di Milano il 26 Maggio 1805.
Dopo l'assorbimento amministrativo del Comune dei Corpi Santi nel 1873, i bastioni di Porta Vercellina, che già avevano perso alla fine del Settecento la loro funzione difensiva, persero anche quella di cintura daziaria. Nel 1885, iniziò la demolizione delle mura spagnole anche in questa zona della città; il primo tratto a cadere fu proprio quello compreso tra il Castello e Porta Ticinese. Insieme alle mura fu distrutta anche Porta Vercellina per cui non esistono tracce dei bastioni, della porta e dei caselli daziari.
La vedova di Ferrari, proponendo i disegni all'attenzione del Comune di Milano, riconduceva la loro realizzazione agli ultimi anni di vita del marito. Una delle opere reca la data 1926; inoltre presso il Museo di Milano si conserva un'altra serie di 16 analoghe vedute a matita di Ferrari, datate dal 1924 al 1931. Pertanto si ritiene che la serie del Civico Gabinetto dei Disegni sia stata eseguita nell'arco cronologico dal 1924 al 1932.
In quell'epoca Milano stava conoscendo notevoli trasformazioni urbanistiche e il pittore, per contrastare la perdita di memoria provocata dalle demolizioni, decise di fissare nei suoi disegni gli angoli e gli scorci destinati a un radicale cambiamento.

AcquisizionePonti, Teresa (acquisto, 1945)
CollocazioneComune di MilanoGabinetto dei Disegni
AvvertenzePer richiedere immagini digitali relative al patrimonio del Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco è possibile inviare una richiesta a: c.gabinettodisegni@comune.milano.it richiedendo l'apposito modulo da compilare.
Nella richiesta dovrà essere precisato se tali immagini necessitano a scopo di studio oppure siano destinate alla pubblicazione. In caso di pubblicazione le immagini potrebbero essere soggette al pagamento dei diritti di riproduzione secondo quanto stabilito dalla Deliberazione di G.C. n. 3175/2002.
Alcune opere potrebbero essere inoltre tutelate dal diritto d'autore (legge 22 aprile 1941, n. 633 e integrazioni). L'utilizzo di immagini riproducenti opere di artisti viventi o morti da meno di 70 anni, quindi non ancora di Pubblico Dominio, esige l'autorizzazione dell'avente diritto o della SIAE, sezione OLAF, se quest'ultima lo rappresenta.
Ideazione concept Graficheincomune:
Benedetta Gallizia di Vergano, Michele Stolfa
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Realizzazione informatica:
TAI S.a.s. di Marino Delfino e Paolo Ongaro