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Agg. 821
OggettodisegnoAutoreFerrari, Arturo [Info autore]Titolo[In Valpetrosa]Datazione1924 (?) - 1932 (contesto)Materia e tecnicacarta, grafiteMisuremm 171 x 119
Notizie storico-criticheL'artista ha definito il disegno "In Valpetrosa" nella pagina manoscritta che accompagna il primo dei diciotto fascicoli della raccolta denominata "Vecchia Milano". Alcuni ipotizzano che questo toponimo derivi dalla presenza di macerie accumulate dopo la distruzione della città nel 1162 da parte del Barbarossa; altri rirengono che il nome provenga dagli ingenti rifiuti di scaglie di marmi dei numerosi scalpellini che lavoravano nella zona. L'ipotesi più accreditata vuole il toponimo derivante dalla corruzione medievale del termine latino "Vallum Pretorium" che indicava il fossato e la strada che cingevano l'edificio pretorile, cioè la sede amministrativa e giudiziaria della città romana.
La strada venne denominata anche "dei Grifi", per la presenza del palazzo, di fine del Quattrocento, della famiglia di Ambrogio Grifo, umanista e archiatra al servizio di Lodovico il Moro, molto apprezzato presso la corte sforzesca. Deturpazioni moderne hanno completamente alterato l'esterno dell'antico edificio, ma della "Casa dei Grifi" resta il cortile rettangolare al piano terreno, uno dei pochissimi rinascimentali in città, con colonne ed archi di granito e capitelli compositi in pietra di ispirazione bramantesca, attualmente ubicato al numero civico 5. Nei pennacchi degli archi sono ancora visibili teste leonine e di imperatori in tondi di pietra; lungo i muri capitelli pensili accrescono l'eleganza del portico.
La vedova di Ferrari, proponendo i disegni all'attenzione del Comune di Milano, riconduceva la loro realizzazione agli ultimi anni di vita del marito. Una delle opere reca la data 1926; inoltre presso il Museo di Milano si conserva un'altra serie di 16 analoghe vedute a matita di Ferrari, datate dal 1924 al 1931. Pertanto si ritiene che la serie del Civico Gabinetto dei Disegni sia stata eseguita nell'arco cronologico dal 1924 al 1932.
In quell'epoca Milano stava conoscendo notevoli trasformazioni urbanistiche e il pittore, per contrastare la perdita di memoria provocata dalle demolizioni, decise di fissare nei suoi disegni gli angoli e gli scorci destinati a un radicale cambiamento.

AcquisizionePonti, Teresa (acquisto, 1945)
CollocazioneComune di MilanoGabinetto dei Disegni
AvvertenzePer richiedere immagini digitali relative al patrimonio del Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco è possibile inviare una richiesta a: c.gabinettodisegni@comune.milano.it richiedendo l'apposito modulo da compilare.
Nella richiesta dovrà essere precisato se tali immagini necessitano a scopo di studio oppure siano destinate alla pubblicazione. In caso di pubblicazione le immagini potrebbero essere soggette al pagamento dei diritti di riproduzione secondo quanto stabilito dalla Deliberazione di G.C. n. 3175/2002.
Alcune opere potrebbero essere inoltre tutelate dal diritto d'autore (legge 22 aprile 1941, n. 633 e integrazioni). L'utilizzo di immagini riproducenti opere di artisti viventi o morti da meno di 70 anni, quindi non ancora di Pubblico Dominio, esige l'autorizzazione dell'avente diritto o della SIAE, sezione OLAF, se quest'ultima lo rappresenta.
Ideazione concept Graficheincomune:
Benedetta Gallizia di Vergano, Michele Stolfa
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Realizzazione informatica:
TAI S.a.s. di Marino Delfino e Paolo Ongaro