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Saffa Albo 18, pag. 21
OggettoillustrazioneTitoloScatole di fiammiferi Saffa S.p.a.Datazionesec. XIX fine - sec. XX inizioMateria e tecnicalitografiaMisureca. cm 21 x 30,5 (foglio)
Notizie storico-criticheIl nome De Medici è un nome storico nella fabbricazione di fiammiferi italiani: nel 1854 Luigi De Medici impianta una fabbrica di fiammiferi a Torino in viale Venezia, presto nota sia in Italia, sia all'estero per la qualità dei suoi cerini e l'eleganza delle sue scatole. Trasferita in via Nizza nel 1862, dieci anni dopo si ingrandirà con la costruzione di un secondo opificio a Piobesi e di un terzo a Rivalta; negli stessi anni viene aperta anche una litografia adibita esclusivamente alla realizzazione delle scatole. I prodotti della De Medici sono premiati con diverse medaglie nelle varie esposizioni cui partecipano, come quella d'argento vinta all'esposizione di Torino del 1858 e la medaglia "al progresso" otttenuta a Vienna nel 1873. Nel 1874 Luigi de Medici cede la fabbrica alla Causemille Jeune, Roche e C. di Parigi.
Quasi contemporaneamene Giacomo De Medici, nel 1860 impianta due fabbriche, una a Milano e l'altra a Locate Trivulzi, poi fuse in una sola realtà nel 1886, una S.p.A. con sede a Magenta destinata a diventare una delle realtà industriali più importanti in Italia, l'attuale S.A.F.F.A. La ditta, all'inizio del Novecento, impiega più di milleduecento operai e possiede una succursale con duecentoquarantacinque operai specializzata nel confezionamento delle scatole. Infine, si ha notizia di una terza manifattura attiva negli anni Settanta, fondata a Milano da Faustino De Medici della quale restano solo le pregievoli scatole.
L'industria del fiammifero conobbe per tutta la seconda metà dell'Ottocento uno sviluppo costante, fino al 1894 quando l'imposizione di una tassa di fabbricazione costrinse le realtà più piccole alla chiusura e portò alla costituzione della "Società anonima fabbriche riunite di fammiferi" con sede a Milano. Ideata da Carlo Castiglioni, amministratore della società Giacomo De Medici di Magenta, la società venne costituita e sottoscritta il 31 dicembre 1898 da tutte le maggiori ditte, tra le quali la Giacomo De Medici era tra quelle che vantavano le maggiori potenzialità.
Per quanto concerne le confezioni dei fiammiferi, che in un primo momento venivano venduti sciolti, inizialmente sono di forme cilindrica e solo in seguito diventano rettangolari. Recano impresso il nome del fabbricante, seguito dall'indirizzo e completato da decorazioni di carattere geometrico o floreale. Le prime immagini, ispirate ai quadri d'autore, per lo più soggetti femminili, risalgono al 1842 e si devono alla Litografia Vassalli del Regno Lombardo-Veneto, ma fino agli anni Sessanta è la litografia torinese Doyen la più utilizzata dalle manifatture di fiammiferi; unica concorrente l'Armanino di Genova. È in questi stabilimenti litografici che si raggiungono i migliori risultati nella tecnica della cromolitografia nelle immagini miniaturizzate. Tra le altre litografie nate nella seconda metà dell'Ottocento va ricordata anche quella milanese dei fratelli Tesi che serviva, in via non esclusiva, la Giacomo De Medici.

Bibliografia«Pinacoteca tascabile» 1870-1920. Cinquanta anni di immagini per le scatole di fiammiferi, catalogo mostra, a cura di P. Pacini, R. Bittoni, San Giovanni Valdarno 1994
ProvenienzaReno De Medici S.p.A. (donazione, 2000)
Immagini correlate(La digitalizzazione potrebbe essere parziale o riferirsi solo all'oggetto grafico)
CollocazioneComune di MilanoRaccolta delle Stampe "Achille Bertarelli"
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[Allegato]
Ideazione concept Graficheincomune:
Benedetta Gallizia di Vergano, Michele Stolfa
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Realizzazione informatica:
TAI S.a.s. di Marino Delfino e Paolo Ongaro