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SM 8,36
OggettodisegnoAutoreMartinelli, Domenico [Info autore]Titolo[Ostensorio raggiato]Datazione1698 post - 1702 ante (bibliografia)Materia e tecnicacarta, grafite, penna e inchiostro, pennello e inchiostro, acquerellaturaMisuremm 462 x 265
Notizie storico-criticheNell'"Indice" del tomo nel quale era rilegato il disegno viene definito: "Ostensorio figurato di Domenico / Martinelli".
Il disegno raffigura un ostensorio raggiato ed è un'opera di Domenico Martinelli, di cui è presente il nome tracciato a matita, anche se poco leggibile, sul verso del foglio.
Gli ostensori hanno origine nel Medioevo (metà del XIII secolo) con l'istituzione della festa del Corpus Domini. In un primo tempo furono impiegate croci, reliquiari o cibori adattati allo scopo di esporre il Corpo di Cristo, incarnato nell'ostia, per l'adorazione e la benedizione eucaristica. Dalla metà del XV secolo l'ostensorio, forgiato con metalli preziosi, cominciò ad assumere una forma propria, a torretta o tempietto ogivale con pinnacoli, sostenuto da una base elaborata e con al centro una lunetta d'argento o d'oro per collocarvi l'ostia. Questo tipo era in uso soprattutto nella liturgia ambrosiana.
Il tipo cosiddetto "raggiato" (o di sole raggiante) si diffuse a partire dal XVI secolo, dopo il Concilio di Trento e dal XVIII secolo si arricchì di putti, angeli, grappoli d'uva, spighe di grano e altri ornamenti, in seguito alla diffusione dell'Adorazione Eucaristica e ad un rinnovato interesse per la predicazione di San Bernardino da Siena.
L'ostensorio rappresentato nel disegno ha una base quadrata modanata e decorata con cherubini agli angoli, uniti tra loro da conchiglie e ghirlande. Il fusto è costituito da due angeli appoggiati alla base che sorreggono la teca rotonda trasparente circondata da nubi, da cui fanno capolino cherubini e fasci di raggi luminosi. Il disegno fu probabilmente realizzato da Martinelli tra la fine del XVII e l'inizio del XVIII secolo e secondo Helmutt Lorenz potrebbe far parte di un gruppo di oggetti liturgici, tra cui alcuni candelieri (Milano, Collezione Sardini-Martinelli, invv. 8,39, 8,39bis, 8,39ter R e V) realizzati per il conte Dominik Andreas Kaunitz e, in particolare, per la chiesa di Austerlitz (Lorenz 1991, M-KAT84 p. 264).
Diversi disegni di candelieri e altri oggetti liturgici, alcuni appartenenti al lucchese Gerolamo Scaglia, si trovano anche in uno dei manoscritti di Martinelli (Biblioteca Statale di Lucca, ms 1855).

BibliografiaH. Lorenz, Domenico Martinelli und die österreichische Barockarchitektur, Wien 1991, pp. 91-92, 330 n. MZ 433, fig. 90 Scheda descrittiva completa in [SBN_Nazionale]V. Pracchi, La Raccolta Martinelli al Castello Sforzesco di Milano (seconda parte), "Il Disegno di Architettura", n. 4, 1991, p. 25 n. 36 Scheda descrittiva completa in [SBN_Nazionale]P. Bertoncini Sabatini, P. Betti, Giacomo Sardini 1750-1811, Lucca 2019, p. 188 nota 10, p. 189 fig. 165 Scheda descrittiva completa in [SBN_Nazionale]
AcquisizioneLibreria Antiquaria Hoepli (acquisto, 1941)
CollocazioneComune di MilanoGabinetto dei Disegni
AvvertenzePer richiedere immagini digitali relative al patrimonio del Civico Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco è possibile inviare una richiesta a: c.gabinettodisegni@comune.milano.it.
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Ideazione concept Graficheincomune:
Benedetta Gallizia di Vergano, Michele Stolfa
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Realizzazione informatica:
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