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SM 6,36
OggettodisegnoAutorebottega di Montano, Giovanni Battista [Info autore]Titolo[Prospetto di monumento funebre a parete]Datazione1583 post - 1621 ante (bibliografia)Materia e tecnicacarta, grafite, penna e inchiostro, acquerellaturaMisuremm 247 x 191
Notizie storico-criticheNell'"Indice de due Tomi d'Intagli Tempietti ed altro", relativo ai tomi V e VI e compilato dal collezionista Giacomo Sardini, il disegno viene iscritto nel paragrafo "Mausolei sepolcrali" con la definizione "129 Per una Santa".
Il disegno, attribuito a Giovanni Battista Montano da V. Pracchi (che lo definisce "Altare per una santa") su segnalazione di A. Bedon (Pracchi, 1991 p. 19) e da L. Fairbairn (Fairbairn, 1998 vol. II, Appendix 8, p. 771), è incorniciato come altri di analogo soggetto (Milano, Collezione Sardini Martinelli invv. 6,30; 6,49; 6,60; 6,69; 6,79; 6,80; 6,88; 6,93) da una doppia marginatura, presente anche in alcuni disegni di cornici (Ibidem, invv. 6,76 e 6,87 a).
Il foglio presenta tracce a grafite di impostazione del disegno poi ripassato a penna, alcune delle quali, eseguite a tiralinee, sbordanti; ulteriori tracce che fuoriescono dalle linee a penna possono indicare o un'altra soluzione compositiva sottostante abbandonata o l'impronta lasciata dal contatto con un altro disegno prima dell'assemblaggio dei tomi della collezione in esame (Milano, Collezione Sardini Martinelli) e probabilmente con il foglio inv. 4,52 che reca a sua volta le tracce corrispondenti.
La soluzione architettonica e decorativa è sicuramente riferibile al repertorio di Montano; non si ha invece certezza sull'esecutore del disegno. La definizione accurata e il tratto formale che lo caratterizzano, si scostano infatti dalla spontaneità e freschezza di altri disegni di Montano. La diversità di stile potrebbe imputarsi allo scopo del disegno stesso (la vendita o la formazione di un album di repertori da pubblicare), o in quanto affidato per la stesura definitiva a un lavorante della sua bottega.
Si rilevano comunque assonanze degli elementi figurativi con quelli generalmente disegnati da Montano.
Il foglio in esame presenta il disegno di un monumento funebre a parete in due versioni secondo la mezzeria, con un alto basamento articolato, organizzato su tre livelli, a riquadrature incavate.
Al primo livello sul piano centrale più avanzato (una sorta di altare) è posto il sepolcro, rappresentato in due modi diversi: a sinistra la base ha una forma curvata e dal piedino sagomato di supporto si diparte una voluta che sostiene il coperchio, costituito da una sorta di frontone curvilineo interrotto da un piedistallo centrale; a destra la sagoma della base è inclinata e la forma geometrica è ripresa dal supporto del coperchio in forma di frontone a voluta, su cui è seduto un angelo che si appoggia al medesimo piedistallo.
Su quest'ultimo doveva probabilmente essere posto il busto del defunto, vegliato e indicato con la mano destra dalla figura di santa martire (riconoscibile dalla foglia di palma nella mano sinistra) centrata nella nicchia arcuata superiore.
La composizione si sviluppa a sinistra con una coppia di colonne ioniche inframmezzate da una riquadratura e ciascuna su propria base, che sostengono la trabeazione spezzata su cui è posta un'urna fumante, una mensola a doppia voluta e lo spigolo sagomato verso l'alto della cornice che circonda la nicchia centrale. Questi due ultimi elementi reggono il frontone curvilineo, interrotto alla base da un mezzo angioletto su petali ricurvi e sovrastato da una croce trilobata raggiata posta su un vaso sorretto da volute.
A destra la composizione, più semplice, prevede a lato della cornice diversamente sagomata che circonda la nicchia centrale, un'erma maschile drappeggiata su piedistallo che tramite un piedritto sorregge un frontone a voluta, dal cui occhio si diparte una ghirlanda, sovrastato da un'urna fumante.
Le due versioni compositive sono riprodotte distinte e in senso compiuto in due disegni del Codice di Parigi, album lasciato in eredità da Henri de Cambout, Duca di Coislin al Monastero di Saint Germain des Prés nel 1732, oggi conservato presso la Bibliothèque National de France a Parigi e segnalato da Lynda Fairbairn (Italian Renaissance Drawings from the Collection of Sir John Soane's Museum, London, 1998 pp. 770-771) (MS Hb, 22 - 4, ff. 87v e 88r consultati nei microfilm F9391 e F9392).
Non vi sono elementi certi per stabilire una precedenza nella realizzazione dei disegni, che mostrano qualche differenza nella trattazione dei dettagli.
La presentazione di due ipotesi a confronto su unico foglio era usuale e in genere adottata per consentire la scelta tra due soluzioni progettuali. Nel caso del presente disegno potrebbe trattarsi più che del progetto di un manufatto da realizzare, del progetto di un modello compositivo e la rifinitura con doppia marginatura del disegno potrebbe confermare lo scopo divulgativo dell'opera da parte di Montano.
Anche i disegni di Parigi, privi di marginatura, rivelano piccole possibilità di variante nelle parti decorative rispetto alla composizione simmetrica generale.

BibliografiaV. Pracchi, La Raccolta Martinelli al Castello Sforzesco di Milano (seconda parte), "Il Disegno di Architettura", n. 4, 1991, p. 19 n. 36 Scheda descrittiva completa in [SBN_Nazionale]L. Fairbairn, Italian Renaissance Drawings from the collection of Sir John Soane's Museum, London 1998, v. II-2 Append. 8 pp. 770-771 Scheda descrittiva completa in [SBN_Nazionale]
AcquisizioneLibreria Antiquaria Hoepli (acquisto, 1941)
CollocazioneComune di MilanoGabinetto dei Disegni
AvvertenzePer richiedere immagini digitali relative al patrimonio del Civico Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco è possibile inviare una richiesta a: c.gabinettodisegni@comune.milano.it.
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