Lista
Lista
Lista
Lista
  • Bacheca dei siti suggeriti:
  • [Treccani]
  • [Wikipedia]
  • [GabinettoDisegniEStampeUffizi]
  • [BritishMuseum]
  • [Louvre]
  • [Prado]
  • [MetropolitanMuseum]
  • [VictoriaAlbertMuseum]
  • [Albertina]
  • [BibliotecaMediceaLaurenziana]
  • [BibliotecaApostolicaVaticana]
  • [InternetCulturale]
  • [KIT]
  • [SBNRL]
  • [SBNIT]
  • [Azalai]
  • [Incunabula]
  • [Edit16]
  • [Catalogo Italiano dei Periodici]
  • [ManusOnLine]
  • [Calcografica]
  • [ACRI]
  • [Gallica]
  • [Iconclass]
  • [Emporium]
  • [LombardiaBeniCulturali]
Risultati 1-1 su 1
SM 4,81
OggettodisegnoAmbito culturaleambito centro-italianoTitolo[Veduta prospettica di una cappella in S. Giacomo degli Spagnoli a Roma (?) e prospetto di altra cappella]Datazione1506 post - 1550 ante (analisi stilistica, contesto)Materia e tecnicacarta, penna e inchiostro, grafiteMisuremm 339 x 216
Notizie storico-criticheNell'"Indice" del tomo nel quale era rilegato il disegno viene definito: "Altro come sopra".
Il foglio, diviso da una riga tracciata in mezzeria, offre due differenti rappresentazioni: la prima è una vista prospettica di una cappella, la seconda è un dettaglio in alzato forse di una cappella differente.
Riguardo alla prima, una iscrizione minuta sull'alzata del gradino antistante l'altare, la identifica come "una capella in S.to Jacopo alli Spagnoli in roma".
La chiesa di San Giacomo originaria del XII secolo e ricostruita nel 1440 su progetto di Bernardo Rossellino, divenne nel 1506 la chiesa nazionale degli spagnoli a Roma e nel 1518 fu di nuovo rimaneggiata da Antonio da Sangallo il Giovane. La chiesa e i suoi annessi furono per molto tempo riccamente mantenuti dai lasciti degli spagnoli di Roma ma negli anni successivi non provvedendosi ai necessari restauri, l'edificio andò in decadimento e nel 1818 la chiesa fu abbandonata da questi in favore di Santa Maria di Monserrato, dove vennero anche trasferiti gli arredi e le tombe prima in San Giacomo. La chiesa fu poi sconsacrata e venduta, nel 1878, ai missionari francesi del Sacro Cuore.
Potrebbe quindi trattarsi di una cappella di questa chiesa e riferendosi a questo dato si può avanzare l'ipotesi che il disegno possa appartenere all'ambito dell'Italia centrale della prima metà del Cinquecento, anche se non è stato possibile trovare riscontri di conferma. Nella chiesa lavorò nel 1621 Orazio Torriani che allestì il monumento funerario a Filippo III; non si sono però riscontrate affinità con i suoi disegni realizzati per tale evento.
Dal disegno si intuisce che non si tratta di una cappella molto profonda, anche se la prospettiva risulta poco corretta. L'arco d'ingresso, molto articolato, è internamente decorato da riquadrature di due dimensioni alternate e all'esterno appare una figura seduta sulla curvatura con le mani elevate forse in preghiera; al centro è un ovale da cui si diparte una ghirlanda.
All'interno della cappella, dietro l'altare posto su un gradino, si trova una campitura rettangolare incorniciata, con lesena laterale riquadrata, appoggiata a una base e a una mensola a voluta; sopra la lesena un'altra mensola a voluta sostiene un triglifo e un frontone triangolare spezzato dalla base cassettonata. Al centro tra il frontone spezzato e l'apice dell'arco, un tondo incorniciato sorretto da un angelo parzialmente inginocchiato sul frontone. Una profusione di ghirlande completa la decorazione.
Il secondo disegno presenta una serie di figure che sostengono i vari elementi architettonici inseriti in un'arcata: la prima, più bassa, è una figura femminile con braccio e dito alzato verso l'alto ad indicare la campitura soprastante, la cui cornice agli angoli è sagomata per formare due altri piccoli riquadri; la donna, che sembra sorgere dal pilastro laterale che sostiene l'arco superiore, all'altezza dell'imposta dell'arco inferiore, sorregge con la testa il piccolo riquadro dell'angolo in basso. Ad esso si appoggia con un piede - mentre l'altro è sulla cornice del pilastro -, un uomo nudo che sorregge con un dado l'altra riquadratura in alto. Sulla cornice della campitura si appoggia quindi un triglifo che sostiene un frontone curvilineo spezzato, sulla cui base siede un'altra figura femminile che tiene un cartiglio decorato posto al centro dell'arco. Anche in questa rappresentazione le ghirlande decorano la cornice.

BibliografiaV. Pracchi, La Raccolta Martinelli al Castello Sforzesco di Milano (prima parte), "Il Disegno di Architettura", n. 3, 1991, p. 22 n. 85 Scheda descrittiva completa in [SBN_Nazionale]
AcquisizioneLibreria Antiquaria Hoepli (acquisto, 1941)
CollocazioneComune di MilanoGabinetto dei Disegni
AvvertenzePer richiedere immagini digitali relative al patrimonio del Civico Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco è possibile inviare una richiesta a: c.gabinettodisegni@comune.milano.it.
Nella richiesta dovrà essere precisato se tali immagini necessitano a scopo di studio oppure siano destinate alla pubblicazione. In caso di pubblicazione le immagini potrebbero essere soggette al pagamento dei diritti di riproduzione secondo quanto stabilito dalla Deliberazione di G.C. n. 3175/2002.
Alcune opere potrebbero essere inoltre tutelate dal diritto d'autore (legge 22 aprile 1941, n. 633 e integrazioni). L'utilizzo di immagini riproducenti opere di artisti viventi o morti da meno di 70 anni, quindi non ancora di Pubblico Dominio, esige l'autorizzazione dell'avente diritto o della SIAE, sezione sezione OLAF, se quest'ultima lo rappresenta.
Ideazione concept Graficheincomune:
Benedetta Gallizia di Vergano, Michele Stolfa
 - 
Realizzazione informatica:
TAI S.a.s. di Marino Delfino e Paolo Ongaro