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SM 2,41
OggettodisegnoAutoreBitterpfeil, Johann Georg [Info autore]SoggettoSezione del castello di AusterlitzDatazione1690 post - 1695 ante (bibliografia, documentazione)Materia e tecnicacarta, bistro a penna, inchiostro a penna, grafite, acquerelloMisuremm 410 x 578CommittenteKaunitz, Dominik Andreas conte
Notizie storico-criticheNella "Spiegazione de numeri" del tomo nel quale era rilegato il disegno viene definito: "Profilo dell'antico castello d'Austerliz".
La città e la signoria di Austerlitz erano pervenute ai Kaunitz, baroni di Moravia, nella prima metà del XVI secolo. Austerlitz era il più antico dei loro domini e il castello la loro residenza originaria. Nipote di Ulrich (1569-1617), figlio di Leo Wilhelm (1614-1655) e avo del grande cancelliere Wenzel Anton (1717-1749), il conte Dominik Andreas Kaunitz, durante l'ascesa nella sua brillante carriera politica tra il 1682 e il 1697, che lo portò a diventare Vicecancelliere al servizio dell'Imperatore asburgico Leopoldo I, decise di porre mano alla ristrutturazione del castello per esibire la propria posizione politica e sociale e accrescere il prestigio della famiglia.
L'aspetto del vecchio castello si può dedurre da una ricostruzione della pianta del piano terreno (Domenico Martinelli, catalogo 2006, p.65), già proposta da E.Hubala (Hubala 1957, fig. 1 p. 180) e H. Lorenz (Lorenz 1991, fig. 115, p. 154), ricavata da un rilievo originale cui sono sovrapposti schizzi progettuali riferibili a Domenico Martinelli (Milano, Collezione Sardini Martinelli inv. 2,3r).
Il castello era una costruzione di forma quadrangolare, circondata da fossati e con ingresso sul lato est, costituita da corpi di fabbrica semplici accessibili da una corte interna porticata. Lungo il lato nord la successione delle colonne era interrotta dalla torre medievale quadrata, a cui si affiancava verso est un antico corpo di fabbrica più profondo. Un'altra interruzione alla continuità del loggiato sussisteva nell'angolo sud-est, dove pure l'edificio si allargava con una forma irregolare cresciuta nel tempo. Il castello era direttamente collegato a sud alla chiesa parrocchiale gotica di St. Jakob, attraverso un passaggio coperto, che si può desumere in pianta dal rilievo del primo piano superiore - riprodotto graficamente (Domenico Martinelli, catalogo 2006, p. 65) - che traspare, nel disegno originale, sotto il progetto di ristrutturazione considerato definitivo di Domenico Martinelli (Milano, Collezione Sardini Martinelli inv. 2,6r).
Il disegno in esame rappresenta la sezione trasversale sull'asse centrale nord-sud, in corrispondenza della torre e della chiesa di St. Jackob ed è attribuibile, per la scrittura in legenda, a Johann Georg Bitterpfeil, amministratore ed esperto in questioni edili, al servizio del Conte Kaunitz dal 1675. Bitterpfeil eseguì probabilmente intorno al 1690, secondo Lorenz, ma di certo entro il 1695, rilievi dell'esistente inviati a Domenico Martinelli (Biblioteca Statale di Lucca, ms. 1856, f. 3v, f. 5v, f. 7r), ma la sua sezione, qui anteposta nella sequenza cronologica dei disegni, serve a comprendere lo stato del castello prima delle proposte progettuali sia di Henrico Zuccalli che di Martinelli.
Il disegno ci indica innanzitutto il collegamento del castello con la chiesa parrocchiale, che rivela la fruizione diretta e comoda dell'officio da parte del Signore e della sua famiglia: una prima rampa di scale coperta conduce da una stanza del castello all'oratorio della chiesa, costituito da un'aula voltata e da un balcone che si affaccia verso il coro. Scendendo un'ulteriore rampa della stessa scala si accede direttamente alla chiesa. L'attenzione si sposta quindi alla torre, elemento notevolmente emergente dal profilo basso del castello (rapporto 2:1), di cui in legenda si evidenzia l'accessibilità completa fino all'ultimo livello a loggiato, attraverso una scala a "lumaca" in legno (non rappresentata) e la struttura portante che attraversa gli ambienti voltati delle cantine.
Queste ultime, verso il cortile, appaiono impostate su due livelli (in quella indicata con la lettera G, sotto il cortile, è annotato il verificarsi di infiltrazioni d'acqua nel punto H), mentre verso la "fossa" gli ambienti interrati presentano delle aperture strombate verso l'alto nella spessa muratura della scarpa.
Il fossato verso il cortile esterno a nord, che ospita le scuderie (già presenti perciò su quel lato prima delle trasformazioni barocche) è protetto da un parapetto balaustrato.
Il cortile, di cui è rappresentata la facciata ovest, presenta arcate a tutto sesto sovrapposte su due piani, probabilmente frutto della ristrutturazione del rinascimentale (Lorenz 1991, p. 153), serrate da una balaustrata al primo piano.
Una sezione del porticato con le relative misure, schizzata sempre da Bitterpfeil, è presente in un manoscritto conservato alla Biblioteca Statale di Lucca (Biblioteca Statale di Lucca, ms. 1856, f. 201).

BibliografiaE. Hubala, Schloss Austerlitz in Südmähren, "Stifter-Jahrbuch", V, 1957, tav. XIIH. Lorenz, Domenico Martinelli und die österreichische Barockarchitektur, Wien 1991, p. 153, 324 n. Z 368, fig. 114 Scheda descrittiva completa in [SBN_Nazionale]Domenico Martinelli architetto ad Austerlitz: i disegni per la residenza di Dominik Andreas Kaunitz (1691-1705), catalogo mostra, a cura di A. Scotti Tosini, Cinisello Balsamo 2006, p. 64, 65 n. 1 Scheda descrittiva completa in [SBN_Nazionale]
AcquisizioneLibreria antiquaria Hoepli (acquisto, 1941)
CollocazioneComune di MilanoGabinetto dei Disegni
AvvertenzePer richiedere immagini digitali relative al patrimonio del Civico Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco è possibile inviare una richiesta a: c.gabinettodisegni@comune.milano.it.
Nella richiesta dovrà essere precisato se tali immagini necessitano a scopo di studio oppure siano destinate alla pubblicazione. In caso di pubblicazione le immagini potrebbero essere soggette al pagamento dei diritti di riproduzione secondo quanto stabilito dalla Deliberazione di G.C. n. 3175/2002.
Alcune opere potrebbero essere inoltre tutelate dal diritto d'autore (legge 22 aprile 1941, n. 633 e integrazioni). L'utilizzo di immagini riproducenti opere di artisti viventi o morti da meno di 70 anni, quindi non ancora di Pubblico Dominio, esige l'autorizzazione dell'avente diritto o della SIAE, sezione sezione OLAF, se quest'ultima lo rappresenta.
Ideazione concept Graficheincomune:
Benedetta Gallizia di Vergano, Michele Stolfa
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Realizzazione informatica:
TAI S.a.s. di Marino Delfino e Paolo Ongaro