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SM 1,66
OggettodisegnoAutoreattribuito a Gisleni, Giovanni Battista [Info autore]Titolo[Pianta, prospetto e veduta prospettica di monumento e porticato]Datazione1672 ante (contesto)Materia e tecnicacarta, grafite, penna e inchiostro, acquerellaturaMisuremm 550 x 417
Notizie storico-criticheNell'"Indice" del tomo nel quale era rilegato il disegno viene definito: "Pianta" ed "Elevazione di Portici".
Il disegno raffigura la pianta e il prospetto di un catafalco o di un apparato effimero con motivi funerari. Al centro delle pareti interne di un ambiente quadrato è posta, a sbalzo, una struttura concepita come una galleria con aperture a serliana, che in corrispondenza degli angoli si piega si 45° e assume la forma di un grande arco con l'intradosso ornato da ghirlande. La composizione è resa uniforme dalle cornici della trabeazione sulla quale è impostata una balaustra ornata da statue e dall'emblema della famiglia Chigi. Al centro del vano è ubicato un podio quadrato destinato ad ospitare il sarcofago, per il quale sono proposte due soluzioni. La prima è direttamente connessa con la struttura parietale attraverso la cornice superiore dell'ordine corinzio delle due colonne che inquadrano l'arco. La seconda prevede, invece, una struttura a tempietto arcaico, con colonne scanalate sopra alti piedistalli, prive di capitello, che reggono un tetto ligneo a due spioventi. Agli angoli svettano alti obelischi lisci o con geroglifici affiancati da palme.
Nell'angolo superiore sinistro del foglio è raffigurato in prospettiva uno spazio urbano circondato da portici ed edifici. Al centro della piazza sono poste su piani differenti due piramidi. Tra gli edifici della cortina architettonica a destra è possibile riconoscere la sagoma della chiesa di S. Maria dell'Assunzione ad Ariccia. La presenza della chiesa, di committenza chigiana, e dell'emblema con i monti e la stella, portano ad affermare che il catafalco fosse stato pensato per un membro della famiglia Chigi. L'autore è individuabile nella figura di Giovanni Battista Gisleni che aveva già utilizzato la piramide nell'apparato per le esequie di Carlo Ferdinando Vasa, vescovo di Plock e Wroclaw celebrate nel 1655 (cfr. Milano, Collezione Sardini Martinelli inv. 1,45) e gli obelischi con geroglifici nel progetto per le Quarantore (cfr. Milano, Collezione Sardini Martinelli inv. 1,59) destinato alla chiesa romana di dei SS. Vincenzo e Anastasio, eseguito (secondo Mossakowski 2000) tra il 1667 e il 1672, datazione che bene si accorderebbe all'uso del motivo di obelisco geroglifico e della sua simbologia. La "moda" dell'obelisco si riaffermò a Roma quando, per volontà di papa Alessandro VII il piccolo obelisco geroglifico scoperto nel 1665 fu innalzato presso la chiesa di S. Maria sopra Minerva nel luglio 1667, nel monumento dell'elefantino progettato da Bernini.

BibliografiaV. Pracchi, La Raccolta Martinelli al Castello Sforzesco di Milano (prima parte), "Il Disegno di Architettura", n. 3, 1991, p. 12 nn. 81-82 Scheda descrittiva completa in [SBN_Nazionale]
AcquisizioneLibreria Antiquaria Hoepli (acquisto, 1941)
CollocazioneComune di MilanoGabinetto dei Disegni
AvvertenzePer richiedere immagini digitali relative al patrimonio del Civico Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco è possibile inviare una richiesta a: c.gabinettodisegni@comune.milano.it.
Nella richiesta dovrà essere precisato se tali immagini necessitano a scopo di studio oppure siano destinate alla pubblicazione. In caso di pubblicazione le immagini potrebbero essere soggette al pagamento dei diritti di riproduzione secondo quanto stabilito dalla Deliberazione di G.C. n. 3175/2002.
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Ideazione concept Graficheincomune:
Benedetta Gallizia di Vergano, Michele Stolfa
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Realizzazione informatica:
TAI S.a.s. di Marino Delfino e Paolo Ongaro