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O.F. serie 1, cartella 0055-0546v
OggettodisegnoAutoreCereda, Carlo (ingegnere) [Info autore]TitoloMilano. Scuderia
(Ristrutturazione e ampliamento)
Datazione30/09/1834 (data di esecuzione/stesura)
23/01/1835 (data di protocollo n. 2287)
05/02/1835 - 20/08/1835 (data di approvazione)
20/08/1835 ca. (data di protocollo n. 24389)
Materia e tecnicapenna, acquerellatura, colorituraMisuremm 680 x 482
Note sull'immagineIndirizzo coevo: Borgo di Porta Orientale, n. 709
Indirizzo al 1865: Corso Venezia, n. 76
Indirizzo attuale: Corso Venezia
Località: Milano
Proprietà edificio / Committenza: Borghi Giuseppe

Notizie storico-criticheProgetto relativo alla ristrutturazione di una scuderia sita nella proprietà del marchese Camillo Carcano (vedi disegni nn. 0055/0002/0558 e 0055/0002/0559), corrispondente all'area dell'Osteria della Stadera e affittata a Giuseppe Borghi che chiede di poter rimandare la ricostruzione della scuderia, nonché l'edificazione di un annesso casino prospiciente la Contrada di Borghetto, alla stagione primaverile, ritenendolo periodo più opportuno all'inizio dei lavori (vedi documento n. 55/463, protocollo n. 2287-23/01/1835). La Commissione approva il disegno, invitando però il ricorrente a rettificare la linea della facciata e ribadisce nuovamente la necessità di intraprendere subito i lavori in oggetto (vedi documento n. 55/462). Non avendo risposto il proprietario a quest'ultima prescizione, le carte vengono passate agli atti per procedere d'ufficio alla demolizione (vedi documento n. 55/457, protocollo n. 5697-27/02/1835). La storia della scuderia inizia nove anni prima, quando l'allora affittuario, il marchese Antonio Giuseppe Batthyany, costruisce la scuderia completamente in legno senza averne richiesto il permesso alla Commissione, che impone da subito alcune modifiche (vedi documento n. 55/553, protocollo n. 915-21/01/1824) e dà inizio al procedimento contro il proprietario, l'architetto Fontana e il capomastro Giuseppe Antonio Canonica, per aver intrapreso i lavori senza permesso e contro i Commessi municipali che non hanno vigilato. Sccessivamente la Commissione dispone che Batthyany debba dichiarare provvisoria la costruzione (vedi documento n. 55/569, protocollo n. 4620-03/04/1824) ed impegnarsi a demolirla, sostituendola con altra in cotto (vedi documento n. 55/573, protocollo n. 6014-27/04/1824); egli allora chiede una sanatoria che viene concessa (vedi documento n. 55/534, protocollo n. 10850-16/07/1824), ribadendo però la necessità della demolizione al termine della durata del contratto d'affitto (vedi documento n. 55/524). Nel frattempo il marchese di Batthyany muore e, mentre il cotenzioso tra il Comune e gli eredi per l'abbattimento dell'edificio va avanti, subentra nell'affitto Giuseppe Borghi, che subaffitta a sua volta la parte relativa alla scuderia ad una scuola di equitazione (vedi documento n. 55/480, protocollo n. 15017-24/05/1833). Entra nella causa sull'abbattimento anche il proprietario Carcano, a cui viene chiesto, insieme al Borghi, di presentare il progetto per la demolizione e ricostruzione dell'edificio (vedi documento n. 55/473, protocollo n. 897-10/01/1834). Dopo la richiesta di una proroga (vedi documento n. 55/468, protocollo n. 15404-03/06/1834), il progetto viene finalmente presentato. Si rileva che il protocollo n. 24389, presente sul disegno, non ha trovato alcun riscontro dalla lettura dei documenti. Relativamente all'indirizzo dell'edificio in oggetto si rileva infine che sui documenti relativi è riportato come Contrada di Borghetto, n. 709, mentre sui manuali di Milano numerizzato il civico n. 709 è dato in Borgo di Porta Orientale (o della Riconoscenza); dal confronto delle piante topografiche coeve risulta che tale edificio era sito all'angolo tra le due contrade e presumibilmente aveva due ingressi marcati con lo stesso civico.
Firme di approvazione:
Durini, podestà, Croce, Landriani Paolo

Provenienza
Immagini correlate(La digitalizzazione potrebbe essere parziale o riferirsi solo all'oggetto grafico)
CollocazioneComune di MilanoArchivio Storico Civico e Biblioteca TrivulzianaFondo Ornato Fabbriche
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Ideazione concept Graficheincomune:
Benedetta Gallizia di Vergano, Michele Stolfa
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Realizzazione informatica:
TAI S.a.s. di Marino Delfino e Paolo Ongaro