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AU_4693 A 1648_K01
OggettodisegnoAutoreNomellini, Plinio [Info autore]TitoloFigure all'apertoDatazione1889 ca. - 1894 ca. (analisi stilistica)Materia e tecnicacarta, grafite, lavis di tèMisuremm 138 x 105
Notizie storico-criticheSul finire dell'Ottocento l'opera di Plinio Nomellini è indubbiamente influenzata prima dalla pittura macchiaiola e successivamente da quella divisionista. Questo passaggio di stile è stato favorito dall'incontro con Alfredo Müller, con Pellizza da Volpedo e, dal 1901, con Vittore Grubicy che lo ricercherà chiedendogli dipinti e disegni nel corso di una folta corrispondenza (Quinsac 2005). Nelle opere del pittore livornese, in particolare quelle eseguite fino al 1894, i soggetti trattati rimandano a tematiche dal forte contenuto umano, sociale e politico che si riflettono non solo nei dipinti ma anche nelle opere di grafica le quali, a loro volta, rivelano caratteristiche autonome: raffigurazioni dal vero, fabulazione di idee o vere e proprie realizzazioni a se stanti (cfr. G. Bruno, Plinio Nomellini, Milano 1985). In piccoli fogli di taccuino l'artista annota a matita, a penna o con pastelli colorati, con stile sintetico ma robusto, i rappresentanti del proletariato, gli operai e i miserabili, i lavoratori che escono o si recano a lavoro. Questi appunti furono certamente utilizzati poi come monito per le figure di uomini a lavoro o in corteo e si trovano nei suoi dipinti più famosi come "Lo Sciopero" del 1889, "Piazza caricamento" del 1891 e "La diana del lavoro" del 1893 nel quale sono raffiguranti operai, contadini o semplici figure in strada. Per il disegno a matita i "Viandanti" conservato al Castello Sforzesco si propone una datazione tra il 1889-1894, per il confronto stilistico con altre opere grafiche del periodo. Nel foglio in esame le figure ritratte di spalle sembrano percorrere a passo spedito una strada in salita tracciata da due linee parallele. Il segno della matita che delinea le tre figure è sciolto e veloce, testimonianza dell'avvicinarsi a un'espressività più libera dai postulati compositivi e grafici della pittura macchiaiola. Il disegno fu donato da Vittore Grubicy alle raccolte pubbliche nel 1920 e testimonia dell'ammirazione reciproca tra l'artista e il mercante d'arte.
BibliografiaQuinsac A.P., Il personaggio. Dalle immagini giovanili a "grande vecchio", in Vittore Grubicy e l'Europa. Alle radici del Divisionismo, Milano 2005, p. 255, fig. D. 82
ProvenienzaGrubicy de Dragon, Vittore (donazione, 1920)
CollocazioneComune di MilanoGabinetto dei DisegniGalleria d'Arte Moderna, Milano
AvvertenzeLe informazioni contenute nella presente scheda hanno valore di pubblicazione, pertanto in caso di citazione in pubblicazioni e/o tesi universitarie, dovrà essere riportata la seguente voce:
http://www.comune.milano.it/graficheincomune, Civico Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco di Milano, inv. 4693 A 1648, scheda di Mascellino, Bruno 2017; Bergamo, Lucia 2018.
Le opere sono tutelate dal diritto d'autore (legge 22 aprile 1941, n. 633 e integrazioni).
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[Allegato]
Ideazione concept Graficheincomune:
Benedetta Gallizia di Vergano, Michele Stolfa
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Realizzazione informatica:
TAI S.a.s. di Marino Delfino e Paolo Ongaro