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AG_552_K01
OggettodisegnoAutoreBarbieri, Agostino [Info autore]SoggettoSul filo spinatoDatazione1945 (bibliografia)Materia e tecnicacarta, inchiostro di chinaMisuremm 490 x 680
Notizie storico-criticheAgostino Barbieri intraprende l’attività artistica sin da giovanissimo. La chiamata alle armi, nel corso della Seconda Guerra Mondiale, lo porta in Jugoslavia come combattente nella campagna di Russia e dal 1943 è impegnato nella guerra di liberazione partigiana. Nel novembre del 1944, viene arrestato e deportato come prigioniero politico in un piccolo paese a pochi chilometri da Linz, nel campo di concentramento di Mauthausen. La tragica realtà a Mauthausen, oltre a lasciare un’impronta indelebile all’interno della sua esistenza, ha portato l’artista a creare alcune tra le più struggenti testimonianze grafiche sui campi di sterminio nazisti. All’interno delle raccolte del Civico Gabinetto di Disegni del Castello Sforzesco di Milano si conservano quindici disegni realizzati da Barbieri nel 1945, probabilmente subito dopo il suo ritorno in Italia (inv-inv. agg. 549-563).
Queste opere sono caratterizzate da una forte concitazione espressiva mediata da una drastica semplificazione grafica della linea. Corpi nudi e senza vita sono ammassati su comuli di cadaveri, figure larvali dai volti smarriti sono posti all’interno di forni crematoi o in squallide baracche, lavorano nelle cave o all’interno del campo. In queste opere, il vigore della linea riesce a esprime e a comunicare aspetti di una realtà angosciante, un mondo dove ogni speranza è perduta e dove la sola certezza è la morte. Per l’incisività del tratto di china e la prorompente forza espressiva, tali opere possono considerarsi come una delle più toccanti testimonianze dell’agire umano; esse sono il ripensamento intellettuale di un ricordo indelebile, sono la denuncia alla più mostruosa macchina di annientamento verso l’essere umano. Forte è inoltre il legame tra questi disegni e le opere dell’espressionismo tedesco, dove la presenza di figure spettrali diventa l’elemento principale di una pantomima sociale: nei disegni di Barbieri, però, tali elementi diventano fantasmi ridotti al degrado più assoluto, sono corpi che simulano l’esistenza attraverso una terribile danza macabra

BibliografiaUn pittore a Mauthausen. Agostino Barbieri, Mantova 1976A. Barbieri, I disegni della deportazione, Brescia 1984, pp. 16-17, fig.Barbieri Belgiojoso Carpi Music Slama. Artisti italiani nei campi di sterminio nazisti, Milano 1985, p. 26C. Micheli, Agostino Barbieri. "Dal silenzio alla vita", Mantova 1999, fig.A. Barbieri, Nel sole della liberta dopo la lunga notte, Brescia 2000, p.16, fig.
Provenienza(?) (acquisto, 1964)
CollocazioneComune di MilanoGabinetto dei DisegniGalleria d'Arte Moderna, Milano
AvvertenzeLe informazioni contenute nella presente scheda hanno valore di pubblicazione, pertanto in caso di citazione in pubblicazioni e/o tesi universitarie, dovrà essere riportata la seguente voce:
http://www.comune.milano.it/graficheincomune, Civico Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco di Milano, inv. 552, scheda di Mascellino, Bruno 2018.
Le opere sono tutelate dal diritto d'autore (legge 22 aprile 1941, n. 633 e integrazioni).
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[Allegato]
Ideazione concept Graficheincomune:
Benedetta Gallizia di Vergano, Michele Stolfa
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Realizzazione informatica:
TAI S.a.s. di Marino Delfino e Paolo Ongaro